La prima laureata della storia

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Elena Lucrezia Corner Piscopia

Nonostante si trattasse di una nobil donna va considerato un indice significativo del fatto che a Venezia la donna possedeva una libertà superiore a quella negli altri stati.

Elena cresce in un ambiente di elevata portata culturale.

Suo padre era Procuratore di San Marco, la più alta carica dignitaria dopo quella del Doge.

Disponeva di una biblioteca di circa quattromila volumi eredita dal padre ed arricchita ulteriormente dopo la sua morte.

Mentre il suo nonno fu amico di Galileo Galilei e fu fondatore dell’odierna Accademia Galileiana di Scienze Lettere ed Arti.

Elena quindi ebbe migliori insegnanti disponibili, incoraggiamenti ed aiuti dalla parte del padre.

Già in giovanissima età parlava correttamente in greco antico e moderno, latino, ebraico, spagnolo, francese ed arabo.

Pertanto viene chiamata “Oraculum Septilingue”

Ma lei studia anche matematica, astronomia, filosofia e si appassiona molto alla teologia.

Scrive musica e suona l’arpa, il clavicembalo e il violino.

Una donna di grande talento.

Infine si iscrive all’università di Padova con l’intenzione di conseguire la laurea in teologia, ma incontra la ferma opposizione del vescovo di Padova.

Lui giudicava uno sproposito addottorare una donna in tale materia e consiglia una soluzione di compromesso: la laurea in filosofia.

Cosi nel 1677 alla presenza dell’intero collegio di Padova e di gran parte del Senato sostenne la discussione di laurea in greco e latino che verteva sull’analitica e la fisica di Aristotele.

Data la grande affluenza del pubblico la cerimonia si svolse in una chiesa.

L’anno successivo divenne lettrice di matematica presso l’università di Padova.

Mentre negli ultimi anni della sua vita si dedico all’assistenza dei bisognosi.

Ciò che dei suoi scritti è giunto fino a noi purtroppo la mostra di idee tradizionaliste e del tutto estranee al dibattito cinquecentesco sul diritto della donna ad accedere agli studi.

Si potrebbe presupporre che la laurea non fu un’esigenza personale, ma solo un modo di  compiacere le ambizioni del padre.

Abito “amica” in puro lino

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